Il Campo del Punto zero. "Zero Energy Point"

Tutti i modelli BioFrequency funzionano generando Energia del Punto zero, o meglio definite come ONDE SCALARI.

Faq - Funzionamento
Domande e risposte

E’ una nuova tecnologia che consente di generare Energia del Punto Zero attraverso un biodispositivo fisico. 

Questa tecnologia consente di potere fornire energia pura e armonica adatta alla vita in genere. 

Sulle piante esercita la funzione di proteggere la fruttificazione di qualsiasi coltura. 

E’ una tecnologia innovativa atta a dare Energia Illimitata al Frutto, qualsiasi esso sia. 

Le comuni malattie, i funghi, ecc, non si propagano alla fruttificazione ma solo al fogliame o al fusto lasciando integro e senza danni il raccolto.

 

No, non vi sono limiti di applicazione. 

Funziona su tutto cio’ che e’ naturale (piante, foreste, ecc) oppure sia coltivato, quindi dal fiore, all’uva, dal grano, agli ulivi.

Un Biofrequency e’ funzionale a tutta l’Agricoltura.

La costruzione del Biofrequency effettua proprio questa funzione.

Una parte “fisica” convoglia l’energia cosmica e la accelera indirizzandola al centro del Biofrequency.

Un’altra parte “fisica” convoglia l’energia tellurica e la accelera indirizzandola sempre al centro del biofrequency.

Le due Energie si scontrano, si armonizzano e si espandono all’esterno sino a saturare grandi spazi.

Ecco il funzionamento del Biofrequency di 5° Dimensione alla portata di tutti qui’ nella 3° dimensione

Questo e’ un segreto industriale. 

Quello che serve capire e’ come funziona. 

Ha 2 convertitori e accumulatori energetici che hanno il compito di convogliare e indirizzare l’energia del campo magnetico terrestre e cosmico e farle convergere alla massima velocita’ in un punto specifico. 

Qui avviene l’armonizzazione e la generazione del Campo del Punto zero.

Il Biofrequency usa la tecnologia delle generazione delle onde scalari  per offrire la Risonanza di Schumann a tutte le persone, piante ed animali.

È una generazione di 5° dimensione, non lineare, le onde stazionarie non hertziane. Invece di essere concentrato in fascio che corre lungo i fili,  tende a riempire ed a saturare l’ ambiente. 

L’energia scalare si crea quando due onde elettromagnetiche comuni si riuniscono da due vettori opposti convergenti. 

Quando i vettori di energia si incontrano, le frequenze uguali si annullano a vicenda lasciando una forma statica o stazionaria di energia e di frequenza zero – questo è il campo energetico denominato Scalar Zero Point.

II Campi scalari esistono fuori del tempo e dello spazio relativo. 

L’energia scalare non  si irradia come onda, ma si espande verso l’esterno in cerchi di energia. 

L’ energia scalare non si deteriora nel tempo o dalla distanza dalla sorgente. 

È illimitata e capace di passare attraverso la materia solida. 

Questa energia ha la capacità di trasportare dati, è un enorme potere. 

Lo spazio che l’energia scalare occupa non è un vuoto, ma comprende una rete di campi armoniosamente equilibrata. 

Nikola Tesla e Albert Einstein

Nikola Tesla si puo’ affermare di essere stato il padre delle Onde Scalari ed ha dimostrato l’esistenza dell’energia scalare sin dal 1899.

Einstein ha riconosciuto l’esistenza di questa forma di energia nel 1920. 

Il nome che Tesla ha definito per questo nuovo tipo di energia è stata “Energia Scalare” o “Zero-Point Energy” o “Energia Radiante”.

Secondo i calcoli e le idee di Bearden le onde scalari, che si propagherebbero longitudinalmente – e non trasversalmente come le onde elettromagnetiche – modulandosi lungo la direzione verso cui si propagano e cioè lungo l’asse del tempo, possiedono proprietà straordinarie che le ben conosciute onde vettoriali dell’elettromagnetismo non hanno. 

Esse possiederebbero gradi di libertà multi-dimensionali in cui muoversi, mentre la velocità della luce non sarebbe più una costante ma sarebbe solo una funzione dell’intensità del flusso di cariche, ovvero della magnitudine del potenziale elettrostatico che può essere prodotto da un vuoto senza materia ma carico elettricamente. 

Gli studi di Bearden sulle onde scalari comportano calcoli molto complessi e una totale revisione della teoria sia classica che relativistica dell’elettromagnetismo che non esplorando abbastanza cosa si cela dietro la natura scalare delle forze elettriche, fornirebbe una spiegazione parziale della realtà ma non la spiegazione di tutta la realtà. 

Bearden e altri ricercatori nel campo della fisica del “campo scalare” stanno tentando di sviscerare la matrice da cui emerge la realtà della materia e dell’energia, una realtà che ci direbbe che l’universo come lo conosciamo non sarebbe altro che creazione prodotta da particelle virtuali del vuoto messe in moto da qualche stimolo esterno. 

Il segreto starebbe allora nell’ideare strumenti in grado di innescare e poi imbrigliare certi potenziali elettrostatici, tramite i quali si otterrebbe una quantità di energia inimmaginabile e senza limiti. Questa energia, quella che si esplica tramite le onde scalari, non sarebbe altro che il risultato di fluttuazioni della cosiddetta “energia di punto zero del vuoto” che altri fisici come Hal Puthoff e Berhardt Haish hanno studiato in un ambito più classicamente accademico. Del resto, dell’esistenza di quest’energia ne fu fornita prova già da tempo dal fisico olandese Hendrik Casimir con un famoso esperimento con cui si mostrò che ponendo due lastre molto vicine queste esperimentano una forza di attrazione causata da un vuoto non passivo. 

Eppure i fisici contemporanei, che hanno dovuto prendere atto di certe inaspettate manifestazioni della natura, continuano a ignorare l’importanza del vuoto proprio perché sanno che le proprietà del vuoto possono far crollare completamente l’attuale edificio della fisica, non per il modo in cui esso è costruito in sé – dal momento che esso è rigorosamente fondato seppure con una madornale lacuna di base – ma per il fatto che si tratta di un “castello in aria” quasi completamente decontestualizzato dalla realtà più autentica del cosmo.

Essendo un prodotto fisico, e non avendo inserite al suo interno ne’ basette o schede elettroniche, ne’ batterie ne’ altri congegni elettrici, non ha bisogno di niente. 

Posizionato dove serve, funziona sin da subito, costantemente.

Quindi, nessuna batteria, nessuna presa elettrica nessun filtro, nessuna MANUTENZIONE FUTURA!

In realta’ si. 

Poichè, anche se e’ vero che il campo magnetico e’ in continua oscillazione, e’ vero anche che non cessa mai di esistere. 

Quindi si e’ costante e nel tempo e nello spazio. 

Ecco perche’ e’ garantito a vita.

Il primo Biofrequency nasce nel 2011. 

Ma e’ dal 2018 che sono nate le vere evoluzioni proprio inerenti l’agricoltura intensiva. 

Ma le sue bonta’ di funzionamento sono state verificate in tutti questi anni, in molteplici realta’. 

A tutt’oggi il Biofrequency e’ unico prodotto al mondo.

Inoltre essendo codificato con codici alfanumerici e’ assolutamente UNICO!

Questi codici trasmettono i comandi necessari affinchè il frutto non sia mai colpito da nessun agente dannoso.

Le funzioni sono state verificate in tutti questi anni, in molteplici realta’. 

Si fa una verifica della zona, orografica, e si individuano i posizionamenti migliori con minor stress tellurico.

Preso il punto luce ottimale da una piantina ( esempio da google map) si trovano i punti migliori dove posizionarlo. 

Poi si genera una buca e viene interrato.

E il funzionamento e’ immediato.

La garanzia e’ totale.

Su tutti i Biodispositivi vi e’ la formula soddisfatti o rimborsati al 100%.

Salvo sperimentazioni in accordo tra le parti.

Esempi di possibili installazioni

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Biofrequency H 30

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Biofrequency H 30

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Biofrequency H 15

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Biofrequency H 5

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